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Client: Contemporary Cluster
Year: 2022

Serena Confalonieri presents her exhibition Burning Bright at Contemporary Cluster, a reference point for culture, design and visual arts in Rome: it’s located at Palazzo Brancaccio, one of the most important 19th century buildings of the city. The title refers to the poem ‘The Tyger’ by William Blake, the author who first explored the idea to expand our perception. Serena Confalonieri takes us to a journey that narrates her works through the filter of color perception, taking inspiration from Aldous Huxley’s research (Huxley himself was an admirer of Blake’s poem) on the perception alterations following the use of psychedelic drugs, as told in his essay ‘The doors of perception’. Burning Bright accompanies the viewer on a vibrant and colorful space, where sight and all the other senses are overstimulated by strong colors and kaleidoscopic patterns. The exhibition hosts a selection of Serena Confalonieri’s works: brand new projects, customized versions of products designed for renowned companies, and a selection of pieces from the designer’s self-productions. Burning Bright takes place and gives life to 7 different rooms, creating an experience that takes us through a mental but also physical journey, towards exotic and mystical places.

A visual explosion welcomes the visitors: Kyma tablemats designed for Sambonet, create a stellar cloud on the walls, that invites them to get closer and prepares them for the next room. Here we find the Nebula water pipes, which immediately lead the visitors to immerse themselves in a cosmic and hallucinogenic setting.

Continuing on, the visitors step into a third room where they find Arcadia ottomans made for Gebrüder Thonet Vienna and upholstered with Scott fabric, designed by Serena Confalonieri for L’Opificio. These poufs are deliberately characterized by bright and contrasting colors to create in the visitor the impression of an expanded perception and the ability to see much brighter colors and vibrant shapes. On the walls we find a selection of embroidered stitch works, made by the designer,  that depict details of natural objects from a very close point of view. It is from these distances that “man loses his supremacy or vanishes completely” and his mind allows him to go beyond the shape of objects and get lost in a vision that normally only the artist, the visionary or the mystic would be able to penetrate.

This colorful journey also continues in the fourth room, which opens onto two recent products designed by Serena Confalonieri that best describe the designer’s kaleidoscopic and decorative vision: Venus lamp collection for Servomuto, proposed in new custom color combinations, and Laki rug, designed for Illulian. Both projects take off and generate a circular, continuous and repetitive movement that enchants and stuns at the same time.

The exhibition itinerary continues in the fifth room with a new textile production with the new plaids / tapestries designed for Lanificio Leo. The collection represents the designer’s interpretation of Huxley’s visions induced by mescaline. It begins with the perception of colored, mobile and geometrically alive shapes. Soon pure geometry is transformed into patterned, vast and complicated shapes that are constantly changing. Then bright spots and fragments of colored glass that resemble transparent fruits appear, and subsequently, membranes of color, points of light and zigzag lines of very bright colors. These visions change into wavy and brilliant clouds and constructed elements appear. They are soon replaced by a mountain, a peak of inconceivable height, a flutter of colored drapes and an efflorescence of precious stones. Then at the end a vision of green and purple waves crashing on the beach with myriad lights of the same colors.

In the sixth room, Serena Confalonieri reverses narrative again, deciding to exhibit the Calypso collection not on the vertical axis, but horizontally, over circle of sand, designing a sort of mandala. All around, as if they were motionless spectators or guardians, the three cabinets of the Parvati collection by Medulum stand still: they are inspired by the 60’s psychedelia and the mental and physical journey to distant destinations, in this case India.

At the end of the exhibition, the last room of Serena Confalonieri’s solo show hosts five Layla lamps designed for MM Lampadari and a custom version of her Starlight wallpaper for Wall&Decò. A constellation of intermittent stars that opens a door on a vibrant universe and on the designer’s infinite creative landscapes,  giving life each time to functional objects characterized by a continuous research of new expressive languages.

 

ph. Serena Eller

Serena Confalonieri presenta Burning Bright all’interno degli spazi di Contemporary Cluster, punto di riferimento per la cultura, il design e le arti visive a Roma, ospitato dalla prestigiosa location di Palazzo Brancaccio, tra i più importanti edifici del XIX secolo della capitale. Il titolo rimanda alla poesia ‘The Tyger’ di William Blake, autore che per primo ha voluto esplorare il concetto di ampliamento della percezione. Serena Confalonieri presenta un percorso che racconta il suo lavoro sulla base della percezione del colore, attingendo alle ricerche di Aldous Huxley (estimatore della poesia di Blake a cui spesso fa riferimento) sulle alterazioni percettive conseguenti all’uso di droghe psichedeliche, descritte nel suo saggio ‘Le porte della percezione’. Burning Bright accompagna lo spettatore all’interno di un viaggio vibrante e coloratissimo, in cui la vista e tutti gli altri sensi vengono iperstimolati da cromie forti e pattern caleidoscopici. La mostra ospita una selezione dei lavori di Serena Confalonieri: prodotti realizzati per importanti aziende del design in varianti customizzate ad hoc per Burning Bright, progetti inediti e una selezione di pezzi provenienti dalle autoproduzioni della designer. L’insieme di questi elementi dà vita a un percorso psichedelico all’interno di 7 diverse stanze, creando un’esperienza che ci porta attraverso un viaggio mentale ma anche fisico, verso luoghi esotici e mistici.

Il visitatore viene accolto da un’esplosione visiva: i sottopiatti della collezione Kyma, firmata dalla designer per Sambonet, creano una nube stellare sulle pareti che spinge ad avvicinarsi e prepara alla stanza successiva. Qui troviamole pipe ad acqua in vetro borosilicato Nebula, che portano immediatamente il visitatore ad immergersi in un’ambientazione cosmica ed allucinogena.

Proseguendo, si è accolti in una terza stanza dai pouf Arcadia realizzati per Gebrüder Thonet Vienna e rivestiti con il tessuto Scott, disegnato da Serena Confalonieri per l’Opificio. Questi pouf sono volutamente caratterizzati da colori accesi e a contrasto per creare nel visitatore l’impressione di una percezione ampliata e la capacità di vedere i colori molto più accesi e le forme vibranti. Alle pareti troviamo una selezione di ricami realizzati dalla designer a mezzo punto che raffigurano dettagli di oggetti naturali da un punto di vista molto ravvicinato. È da queste distanze che “l’uomo perde la sua supremazia o svanisce del tutto” e la mente gli permette di andare oltre la forma degli oggetti e di perdersi in una visione che normalmente solo l’artista, il visionario o il mistico sarebbero in grado di penetrare.

Il lavoro con il colore prosegue anche nella quarta stanza, che si apre su due recenti prodotti disegnati da Serena Confalonieri che meglio raccontano la visione caleidoscopica e decorativa della designer: la collezione di lampade Venusdi Servomuto, proposte in nuove colorazioni custom, e il tappeto Laki disegnato per Illulian. Entrambi i progetti prendono le mosse e generano un movimento circolare, continuo e ripetitivo che incanta e stordisce allo stesso tempo.

Il percorso espositivo prosegue nella quinta stanza sul filone della produzione tessile con i nuovi plaid/arazzi disegnati per Lanificio Leo. La collezione rappresenta un’interpretazione della designer delle visioni di Huxley indotte dalla mescalina.  Si inizia con la percezione di forme colorate, mobili e geometricamente vive. Ben presto la geometria pura si trasforma in forme modellate, vaste e complicate che cambiano di continuo. Poi arrivano punti luminosi e frammenti di vetro colorato che ricordano frutta trasparente. Successivamente membrane di colore, punti di luce e linee a zig zag di colori lucentissimi. Queste si trasformano in nuvole ondose di sfumature brillanti in cui appaiono costruzioni. Sostituite poi da una montagna, un picco di inconcepibile altezza, uno svolazzare di drappi colorati e un’efflorescenza di pietre preziose. Alla fine una visione di onde verdi e purpuree che si infrangono sulla spiaggia con miriadi di luci della stessa tinta delle onde.

Nella sesta stanza Serena Confalonieri inverte nuovamente i canoni narrativi tipici, decidendo di esporre la collezione Calypso non sull’asse verticale, ma in orizzontale, sopra una montagna di sabbia, creando una sorta di mandala. Tutto intorno, come fossero degli spettatori immobili o dei guardiani, i tre cabinet della collezione Parvati di Medulum, ispirati al tema della psichedelia anni 60 e al viaggio mentale e fisico verso mete lontane, in questo caso l’India.

A conclusione del percorso espositivo, l’ultima stanza della personale di Serena Confalonieri ospita le lampade Layladisegnate per MM Lampadari e il wallpaper Starlight di Wall&Decò in una versione custom disegnata appositamente per Burning Bright. Una costellazione di stelle intermittenti che lascia una porta aperta su un universo vibrante e sugli infiniti universi creativi ai quali la designer si affaccia, dando vita ogni volta a oggetti funzionali caratterizzati da una continua ricerca di nuovi linguaggi espressivi.

 

ph. Serena Eller